Wednesday, December 8, 2010

Il libero arbitrio, Borges, Velázquez e l’infinità


Il libero arbitrio, Borges, Velázquez e l’infinità

            La prima idea che è venuta in mente mentre ponderavo attentamente sulla natura libera di questo compito è stata il libero arbitrio. Ho pensato che un breve saggio sul libero arbitrio fosse facile poiché è un concetto che trovo spesso durante i miei studi su qualche filosofo o idea filosofica. Il problema è che tutti hanno parlato del libero arbitrio, tanto che è diventato un concetto di interpretazione infinita. Un breve saggio su un concetto così vasto e impegnativo sarebbe incompleto; Il Kritik der reinen Vernunft di Immanuel Kant non è esattamente un breve scritto, e il Die Welt als Wille und Vorstellung di Schopenhauer non può essere letto durante la lunghezza di un sigaro, quindi ho abbandonato l'idea concludendo che non avrei potuto renderle nessuna giustizia propria, ma mentre pensavo della natura infinita del libero arbitrio, mi sono ricordato di un breve saggio di Borges che ho recentemente letto. Il saggio splendidamente parla dell’infinità e Borges parla di Las Meninas, un dipinto di Diego Velázquez. Questa pittura è sempre stata una dei miei preferite in quanto evoca tante idee. Ciò che segue è una serie di pensieri sulle opere di Borges e Velàzquez.      
Secondo la mia modesta opinione, l’opera di Velazquez è un dipinto su tutto e niente allo stesso tempo. Si tratta di tutto perché è un ritratto reale, un ritratto di famiglia, un ritratto di un  animale, un autoritratto, un ritratto di un ritratto, un dipinto sulla pittura ecc; ma tutte queste cose insieme, dentro un quadro incorniciato creano un'opera d'arte che non dimostra il suo scopo e significato in modo chiaro. Borges prende l'argomento dell’infinito, parla del dipinto all'interno del dipinto, che deve contenere un altro dipinto al suo interno, che contiene anche un dipinto, fino all’infinito. Questo argomento va benissimo per Borges poiché spesso parla di spazi infiniti; infatti Borges ha praticamente inventato l'ipertesto ed è probabilmente stato il primo a pensare all’infinità di qualcosa come l’internet che conosciamo adesso. Tutti sono delusi dal fatto che il futuro non si è sviluppato come i Jetsons (I Pronipoti), ma è perché tutti pensavano al futuro attraverso l'idea dell’industria e la rivoluzione industriale (macchine volanti, jetpack, robot ecc). Borges aveva una visione diversa, ha pensato all'era dell'informazione molto prima che fosse effettivamente nata; questa piccola scatola in cui digitiamo qualsiasi domanda e in qualche modo risponde sempre con una pletora di risposte non era nei vecchi film di fantascienza, ma nel mondo di labirinti e Borges, questa scatola non è fuori portata.
            Io credo che anche Velazquez abbia suggerito l'idea dell’infinito con la composizione di Las Meninas. C’è una quantità infinita di spazi all'interno della composizione. Il primo spazio è il nostro mondo esterno in cui si osserva il dipinto, l'inclusione dello specchio fa riferimento al nostro mondo esterno ed a tutti i simbolismi che vengono con l'idea di uno specchio e ciò che rappresenta. Tutti gli spazi all'interno del scenario della pittura sono geometricamente separati. Il gruppo di persone a destra con il cane occupano un piano orizzontale, le ragazze indietro sono in un altro piano, l'artista è in un altro, un altro gruppo di donne indietro occupano altro, lo specchio come ho detto è in un altro e poi c’è un uomo che esce attraverso una porta in un altro mondo al di là dello spazio che l'intero dipinto occupa. La composizione del dipinto ci conduce dalla vastità del nostro mondo, attraverso questa stanza dove sono tutte queste persone, e fuori in un altro mondo che non riusciamo a vedere. Il dipinto magistralmente fa riferimento all'infinità dello spazio.
            Las Meninas potrebbe facilmente essere interpretata come un'opera d'arte postmoderna. Velázquez ha fatto un quadro postmoderno 350 anni prima del postmodernismo e Borges ha parlato dell'era dell'informazione prima che chiunque la potesse immaginare.
            Con questi pensieri finisco l'ultimo compito scritto per Italian 312A che è probabilmente stato il mio ultimo corso basato esclusivamente sulla lingua; mi mancherà.

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